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Vestali
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Le mwcavestali erano mwcqsacerdotesse consacrate alla dea mwcgVesta. Una delle prime vestali conosciute sarebbe stata mwcwRea Silvia, la madre di mwdaRomolo, il primo mwdqre di Roma. Al successore mwdgNuma Pompilio è attribuita l'istituzione a Roma del culto della dea mwdwVesta, dea del focolare e del mweafuoco, con la creazione del collegio di mweqvergini mwegsacre per la sua custodia, chiamate vestali.cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]
Contents
• Note
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La leggenda delle origini
L'origine del culto del fuoco si perde nella notte dei tempi. Mantenere il fuoco acceso era una garanzia di sopravvivenza per le prime comunità stanziali del Lazio. L'antichità del mwhgculto e dell'ordine sacerdotale è attestata dalla leggenda della mwhwfondazione di Roma, secondo la quale già la madre di mwiaRomolo e Remo, mwiqRea Silvia, fosse una vestale di mwigAlbalonga.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4] E secondo mwkwTito Liviocite-ref-5[5], quello delle Vestali, con caratteristiche derivate dall'analogo culto di Albalonga, fu tra i primi Collegi sacerdotali creati da Numa Pompilio: subito dopo i mwmaFlàmini, e prima dei mwmqSalii e dei mwmgPontefici. Compito precipuo delle Vestali era mantenere sempre acceso il mwmwsacro fuoco alla dea Vestacite-ref-6[6], che rappresentava la vita della città, e assicurarne il culto. Le Vestali erano inoltre incaricate di preparare gli ingredienti per qualsiasi sacrificio pubblico o privato, come la mwoamwoqmola salsa, una mistura di farina di farro e sale, con cui si cospargeva la vittima prima del sacrificio (da cui il termine mwogimmolare)cite-ref-7[7].
«Aumentò il numero, il prestigio, ma anche i privilegi dei sacerdoti, in particolare delle Vestali. Quando era necessario scegliere una vestale in sostituzione di una morta, vedendo che molti non volevano dare le loro figlie in sorte, giurò che se le sue nipoti avessero avuto l'età adatta, egli stesso le avrebbe offerte.»
(Svetonio, Augustus, 31.)
Onori delle Vestali
La consacrazione al culto, officiata dal mwvaPontefice massimo, avveniva attraverso la mwvqcaptio, o cattura, un rito paranuziale che ricalca il matrimonio per rapimento. Dopo che il Pontefice aveva pronunciato la frase di rito: "Ego te amata capio" (io ti prendo, amata), le fanciulle diventavano Sacerdotesse di Vesta. Erano sottoposte al Pontefice massimo come ad un marito, e a lui dovevano rispondere in caso di eventuali mancanze.
Il servizio aveva una durata di 30 anni: nei primi dieci erano considerate novizie, nel secondo decennio erano addette al culto, mentre gli ultimi dieci anni erano dedicati all'istruzione delle novizie. In seguito erano libere di abbandonare il servizio e sposarsi. La vestale più anziana aveva il titolo di "Virgo Vestalis maxima".cite-ref-10[10]
La loro vita si svolgeva nellmwyq'mwygmwywAtrium Vestae, accanto al mwzatempio di Vesta, dove dovevano mantenere acceso il fuoco sacro e preparare la "mola salsa". Potevano però uscire liberamente in lettiga, e godevano di privilegi superiori a quelli delle donne romane, nonché di diritti e onori civili: mantenute a spese dello Stato, affrancate dalla mwzqpatria potestà al momento di entrare nel Collegio, erano le uniche donne romane che potevano fare testamentocite-ref-11[11] (e custodi a loro volta, grazie all'inviolabilità del tempio e della loro persona, di testamenti e trattaticite-ref-12[12]); potevano, inoltre, testimoniare senza giuramento, e i magistrati cedevano loro il passo, e facevano abbassare i fasci consolari, al loro passaggio.
Tra le loro prerogative c'erano anche il diritto di chiedere la grazia per il condannato a morte che avessero incontrato casualmente, e quello di essere sepolte all'interno del mwbwPomeriocite-ref-13[13]. Alle Vestali erano anche affidati gli oggetti più sacri di Roma, i mwdaPignora imperii, i sette talismani sacri che garantivano la potenza eterna dell'Urbe: tra di essi, tutti conservati nel Tempio di Vesta, c'erano gli mwdqAncilia (i dodici scudi sacri di mwdgMarte, dio della guerra) e il mwdwPalladio (la statua della dea mweaAtena che mweqEnea portò da mwegTroia).cite-ref-14[14]
Abbigliamento
Le Vestali erano riconoscibili oltre che per le vesti, per un'elaborata acconciatura a trecce, i "seni crines", portati attorcigliati sul capo e sormontati da un'infula (benda sacra) che girava in più spire e terminava in due bende finali, che ricadevano sulle spalle. Il tutto era coperto da un velo fissato da una spilla, simile a quello delle spose.
Proibizioni e condanne
Le uniche colpe che potevano sovvertire questo statuto di assoluta inviolabilità, erano lo spegnimento del fuoco sacro, e le relazioni sessuali, che venivano considerate sacrilegio imperdonabile (mwiaincestus) in quanto la loro verginità doveva durare per tutto il tempo del servizio nell'Ordine. In questi casi la vestale non poteva essere perdonata, ma neppure uccisa da mani umane, in quanto sacra alla dea.
Nei due casi suddetti, la Vestale veniva frustata, e quindi, vestita in abiti funebri, e posta in una lettiga chiusa, veniva portata, come un cadavere, al mwigCampus sceleratus, che era situato presso la mwiwPorta Collina ma ancora dentro le mura (sul mwjaQuirinale)cite-ref-15[15]. Là veniva lasciata in una sepoltura con una lampada, e una piccola provvista di pane, acqua, latte e olio; poi il sepolcro veniva chiuso, e la sua memoria cancellata.cite-ref-dionigi671-16-0[16] Il complice dell'mwlqincestus subiva invece la pena degli schiavi: fustigazione a morte, la stessa cui erano soggette la Vestali di Albalonga.cite-ref-17[17]
In realtà, almeno fino alla fine della repubblica, la condanna a morte di una Vestale pare assai simile ad un sacrificio umano mascherato, destinato a placare gli dèi che, essendo stati offesi, si vendicavano con catastrofi pubbliche (come l'assedio di mwnwBrenno o la mwoadisfatta di Canne), o con segni funesti in periodi di irrequietezza sociale. Storici antichi raccontano la condanna della vestale Oppia, attestata nel mwoq483 a.C., e pur riferendo dell'accusa di incesto, mettono in rilievo le lotte interne ed esterne, e i prodigi "mostruosi" che si erano verificati in quel periodocite-ref-18[18]cite-ref-19[19].
Diversi storici, tra cui Tito Livio, Valerio Massimo e Dionigi di Alicarnasso ricordano l'mwqwordalia della vestale mwraTuccia, che, accusata di avere infranto il voto di castità, provò la sua innocenza riempendo un setaccio bucato d'acqua del mwrqTevere e portandolo, con l'aiuto della dea Vesta, senza perdere una sola goccia fino al foro romano, dove, l'avrebbe versata ai piedi del pontefice.
mwrwDionigi di Alicarnasso narra della vestale Orbilia che nel mwsa472 a.C., quando a Roma si cercavano i motivi che avevano portato la pestilenza in città, fu dichiarata colpevole di aver mancato al proprio voto di castità, e condannata a morte. A seguito della condanna, uno dei suoi due amanti si suicidò, mentre l'altro fu giustiziato nel forocite-ref-20[20].
Livio narracite-ref-21[21] di una vestale, Minucia, condannata ad esser sepolta viva per un abbigliamento non adeguato alla posizione occupata (mwug337 a.C.), ma anche dello scagionamento miracoloso (attribuito a Vesta stessa) di una vestale, mwuwTuccia, nel mwva230 a.C., accusata di non aver conservato la sua verginità.cite-ref-22[22]
Ovidio nei mwwgFasti narra che la vestale Claudia, accusata di infedeltà, dimostrò la sua innocenza disincagliando alla foce del Tevere, la nave che portava dalla Frigia la statua di Cibele e la "pietra nera" (lapis niger), propiziatrice della sorte di Roma nella seconda guerra punica contro mwwwAnnibale. La vestale chiese a Cibele di aiutarla, e riuscì, con la sua cintura, a trainare la nave fuori dalla secca.
Tra il mwxq114 e il mwxg113 a.C. si ebbe mwxwuno dei più importanti processi contro le vestali, il quale portò all'esecuzione di tre vergini e di numerose altre persone.
Nel tardo impero, sappiamo da una lettera che mwyqQuinto Aurelio Simmaco chiese al mwygpraefectus urbi, e successivamente al vicario di Roma, di condannare la Vestale di Alba, Primigenia, per aver violato il voto di castità, assieme al suo amante Maximus.
Aquilia Severa, la vestale imperatrice
L'imperatore mwzqEliogabalo, che si identificava con il dio sole, sposò in seconde nozze la vestale mwzgAquilia Severa nel 220, in un matrimonio che simulava quello delle due divinità.cite-ref-dio80-9-23-0[23] Tale matrimonio fu di scandalo per la popolazione romana, poiché si trattava della rottura di un'antichissima e onorata tradizione romana, tanto che, per legge, una vestale che avesse perso la propria verginità veniva seppellita viva.cite-ref-24[24] Non diede eredi all'imperatore, il quale divorziò da Aquilia nel 221 per sposare Annia Faustina.cite-ref-25[25] Quando questo matrimonio naufragò, Eliogabalo riprese con sé Aquilia, affermando che il loro divorzio non era valido.cite-ref-dio80-9-23-1[23] Non si hanno notizie di Aquilia dopo l'uccisione di Eliogabalo nel 222.
Claudia, la vestale convertita
mw4qPrudenzio nella sua raccolta di inni, il cd. mw4gLiber Peristephanon parla di una Vestale, Claudia, che si era convertita al cristianesimo nel tardo IV sec.
Nell'inno dedicato alla passione di S. Lorenzo, Claudia viene descritta entrare nel santuario del martire: "aedemque, Laurenti, tuam Vestalis intrat Claudia". Si è voluta identificare questa Claudia con una Vestale di cui parla mw5aQuinto Aurelio Simmaco, in qualità di pontifex maior in una lettera, dove auspica la smentita da parte di una Vestale delle voci secondo cui lei voleva lasciare, prima dei limiti previsti, la clausura. Il motivo poteva essere proprio il passaggio dal paganesimo al cristianesimo, ma l'epistola di Simmaco non lo spiega.
Sarebbe l'unico caso certo di abbandono del sacerdozio pagano per conversione ad altra religione ma, se è molto dubbio che questa Claudia possa essere la Vestale Massima a cui fu dedicata una statua nel 364 - e la cui dedica è stata erasa - è invece probabile sia la stessa Claudia che è sepolta nella mw5gBasilica di San Lorenzo fuori le mura.
Celia Concordia, l'ultima vestale
L'affermazione del mw6qCristianesimo nell'Impero non causò, per i primi secoli, la fine dell'ordine. Al contrario le Vestali, ministre di un culto millenario caro alle donne e alla città, continuarono ad essere amate ed onorate dal popolo romano fino al mw6gIV secolo. L'ultima gran sacerdotessa fu mw6wCelia Concordia (mw7a384).
Divenuto il mw7gcredo niceno religione di Stato nel mw7w380 con l'mw8aeditto di Tessalonica, a partire dal mw8q391 mw8gTeodosio I, con una serie di mw8wdecreti, proibì il mantenimento di qualunque culto pagano e il mw9asacro fuoco nel mw9qtempio di Vesta venne spento, decretando la fine dell'ordine delle Vestali. mw9gFerdinand Gregorovius descrive così la scena finale, all'ingresso di Teodosio in Roma:
«I cristiani di Roma trionfavano. La loro tracotanza arrivò al punto, lamenta
Zosimo
, che
Serena
, sposa di
Stilicone
, entrata nel tempio di
Rea
, prese dal collo della dea la preziosa collana e se la cinse. Assistendo a questa profanazione, l'ultima vestale versò lacrime disperate e lanciò su Serena e su tutta la sua discendenza una maledizione che non andò perduta.»
Note
cite-note-22. ↑ mwaqmDionigi di Alicarnasso, II, 64, 5; II, 66, 3.
cite-note-66. ↑ L'mwaryignis Vestae (il fuoco di Vesta) veniva rinnovato ogni anno alle mwarccalende di marzo (il primo del mese) con il rito arcano dello sfregamento di pezzi di legno degli alberi di buon augurio (mwargarbores felices, come la mwarkquercia, il mwaroleccio e il mwarsfaggio), oppure, secondo lo storico mwarwPlutarco, con la rifrazione dei raggi solari utilizzando un vaso conico di rame, detto mwar0scaphium. I tizzoni di quel fuoco venivano poi portati in ogni casa (almeno in epoca arcaica) per accendere focolari.("Le custodi di Roma" in mwar4Focus storia, n.161, marzo 2020, pag. 16).
cite-note-77. ↑ mwasiGiovanni Filoramo, Marcello Massenzio, Massimo Raveri, Paolo Scarpi, mwasmManuale di storia delle religioni, p.mwasq 118.
cite-note-99. ↑ mwas4Aulo Gellio, mwas8Noctes Atticae, mwataI, 12, 1-7 mwateDoveva avere i genitori viventi, non doveva avere difetti nella pronuncia, né difetti fisici. Diversi poi i motivi per cui si era esentati dal servizio, come l'essere sorella di una vestale, figlia di un flamine o di un flautista di sacrifici, sposa di un pontefice.
cite-note-1212. ↑ mwauemwauiSvetonio,mwaum mwauqAugustus, 101 racconta che, ad esempio mwauuAugusto redasse il suo testamento un anno e quattro mesi prima di morire. Lo scrisse su due fogli e lo depositò presso le Vergini Vestali, che lo consegnarono unitamente ad altri tre rotoli anch'essi sigillati.
cite-note-1313. ↑ mwaukVestale in mwauoEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-1414. ↑ ("Le custodi di Roma" in mwau4Focus storia, n.161, marzo 2020, pag. 17)
cite-note-1515. ↑ Luigi Castiglioni, Scevola Mariotti, mwaviVocabolario della lingua latina, pag. 2256, ed. Loescher.
cite-note-2222. ↑ Moormann-Uitterhoeve mwaxyMiti e personaggi..., B.Mondadori, Milano 1997, p.736
cite-note-dio80-9-2323. ↑ mwaxwmwax0Cassio Dione,mwax4 LXXX, 9.
Bibliografia
• mwazePlutarco, mwaziVita di Romolo.
• mwazqDionigi di Alicarnasso, mwazuAntichità romane.
• mwazcVestales in William Smith, mwazgA dictionary of greek and roman antiquities, London, Murray, 1875.
• mwazo Roberto Borgia, mwazsTivoli e la vestale Cossinia, Tivoli 2018.
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Collegamenti esterni
• citerefsapere-itvestàle, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Vestal Virgins, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaaoPalatino, scoperta la casa delle Vestali, intervista ad mwaasAndrea Carandini del 15 settembre 2005
• mwaa0 ritrovamento della tomba di Cossinia
• mwaa8 Scheda sulla bambola della Vestale Cossinia